1° workshop day - 22 ottobre 2011
Sono le 10 e dopo il megacaffè che serve a massaggiare la mucosa gastrica ancora intorpidita dopo la prova di endurance della scorsa serata mi appresto, pensando che anche chi ha trascorso la nottata in hotel, ora sta compiendo la stessa operazione di riavviamento della macchina digestiva davanti alla macchinetta dispensatrice del buffet dell'Esedra che ci ha ospitato in questi due giorni, mi appresto a ringraziarVI per l'importante occasione tecnica del pomeriggio e per la magnifica pantagruelica serata a base di pesce.
E intendo ringraziare innanzi tutto Urs per la lezione SU il carburatore SU, condotta con la massima semplicità, mantenendo un basso profilo, che però ha il significato di una pietra miliare - è proprio il caso di ribadirlo - in quanto ha creato l'occasione di un primo incontro tecnico e di formazione, cui - mi auguro - potranno seguirne altri, perchè rappresentano un momento di autentica crescita per la personalità del Club e dei singoli, sulla scia di quanto già da tempo si fa in UK presso MGCC e presso il suo alter ego, l'Owner's Club.
Questo primo incontro è servito - almeno a me - intanto, per VEDERE & CAPIRE com'è fatto e come funziona un SU, con tutti gli interventi annessi & connessi, prima, durante e dopo, messa in fase compresa come risultato finale del problem solving. Come volevasi dimostrare, Watson.
Una prima presa di contatto e alfabetizzazione, cui dovrà seguire - e penso valga per tutti i partecipanti, anche per gli scolaretti secchioni della prima fila, quelli da 8+, il Giulio, il Roberto, il Vincenzo, l'altro Roberto, ecc, ecc. - una fase o stage di full immersion nel vano motore con LE MANI IN PASTA, ovvero IN MORCHIA, con l'Urs alle spalle a dare le giuste indicazioni sulla pratica che val più della grammatica. Derico a parte, perchè la sua MGA gira già come un orologino svizzero col minimo a 450 giri e ogni intervento nel vano motore significherebbe un peggioramento della situazione climatica.
E qui occorre aggiungere che anche la location - RIMINI - sembra l'autentico ombelico dell'Italia Mgista, con arrivi dall'Alta Lombardia come da Roma, oltre che da Emilia, Veneto e Marche.
Ma mi viene meglio con i ringraziamenti di partire dal dopo, dalla post-combustione dei fumi che dalla carburazione.
DULCIS IN FUNDO, la sala imbandita per tanti, una volta dismessa l'atmosfera seriosa degli incontri formativi e informativi, le voci festose delle NOSTRE COMPAGNE ED AMICHE, che riempiono il salone di ritorno da un sabato pomeriggio riminese e da una immersione criptica nel sottosuolo di Sant'Arcangelo. E mentre fuori ha smesso di piovere e le luci del GRAND HOTEL si riflettono e si riverberano sulle lastre di marmo bagnate del parterre, e nelle strade dietro il GRAND HOTEL le vetrine di un paio di sex shop espongono la lingerie e gli accessori giusti per le imminenze del weekend di Halloween, a beneficio del popolo delle russe e delle ucraine che ha colonizzato la Riviera, DOLCETTO O SCHERZETTO? ha inizio - dolcetto e scherzetto - la scorpacciata a base di pesce sotto la regia dall'ormai collaudato team di Tonino Vasi, che parte dal principio "tutto quel che finisce nella rete, finisce immantinente in tavola".
E quelle padellate di pesci che saltano nel piatto e dal piatto in bocca, INDIMENTICABILI. Devo dire di non ricordare altra occasione, nonostante le ricorrenti repliche offerte da Pier Paolo e dal gruppo dei Riminesi, altra occasione appunto, in cui si siano raggiunti tali livelli di prelibatezza, un susseguirsi di squisitezze di pescato, battezzate per nome e cognome, ma tante e poi tante, che non ce la faccio a rammentarle tutte ... E adesso assaggiate queste soglioline, che sono le ultime per quest'anno prima del fermo pesca. Poi non ci sarà più occasione di degustarne di simili - incoraggia il Fausto Parma, mentre ti riempie il piatto. E di rincalzo il Gianni, con quelle trigliette che sono irrinunciabili.
Ma questo, quando ormai credevi di aver esaurito la scorta dell'appetito e delle voglie di pesce, e ti tocca scovare ancora qualche centimetro libero in fondo alla buca dello stomaco. E devono ancora arrivare seppie e calamari, infilzati come martiri sullo stecchino. Per finire con un Vin Santo che tutte le feste le porta via.
Per fortuna che poi a guidare verso casa sarà il Sighi, che quando alza il gomito, viaggia a coca-cola.
E qui, quasi sull'uscio, mi beccano Urs e Pier Paolo, non semplicemente per i saluti, ma..."E adesso facci SU l'articolo!". "Ossignur, proprio a me - dico ben forte - che come tecnico, se devo fare la "O" mi serve il bicchiere e se sento dire "CACCIAVITE", mi prende un brivido alla schena e al polso il crampo dello scritturale [come da qualifica sotto la naja]. DOMINE, NON SUM DIGNUS.
Eugenio
Caro Paolo,
ti ringrazio per la bella iniziativa, così come ringrazierò Urs per la disponibilità dimostrata: è stata veramente una giornata divertente e rilassante, all'insegna della massima tranquillità e interesse.
Speriamo nascano altre idee come questa, perchè sono punti di forza per il Club.
A presto.
Gent.mo Urs,
ti ringrazio per la bella iniziativa, che con la Tua disponibilità e preparazione, e l'aiuto di Paolo in cucina, è riuscita in modo eccezionale, sopra le aspettative: è stata una giornata davvero divertente, coinvolgente e interessante.
Speriamo nascano altre idee come questa, perchè sono punti di forza per animare il Club.
E se ci saranno altri corsi tenuti da Te, considerami pure già iscritto!
Un saluto e a presto.
Roberto
Partito da una Bologna soleggiata, dopo un lungo viaggio mi accoglie una Rimini da lupi: freddo e nuvolaglia nera minacciosa: alla faccia della Riviera del sole! Dopo lungo peregrinare alla ricerca dell'albergo, quando ormai mi sarei accontentato di un igloo qualsiasi, ecco comparire gli amici MG: sono salvo! Dopo i saluti di rito, mentre le signore si avventurano verso il centro per lo shopping, tutti nel sotterraneo dove il Prof: Urs ci riceve indossando una maglietta recante un ordine perentorio a lettere cubitali: SU. Sto per risalire le scale, quando mi richiama e spiega che è solo la marca dei carburatori. Armato di pennarello, disegna un perfetto carburatore in tutti i suoi particolari e inizia la lezione tra allievi che non riesco ad immaginare così attenti neppure se su quel tabellone ci fosse stata la Sabrina Ferilli! Mostra un oggetto misterioso che chiama spinterogeno (dev'essere quello che spinge la macchina) e illustra come fare per rimettere il motore a posto quando è giù di fase (, voglio sperimentarlo anch'io quando sono un po' depresso) servendosi di una misteriosa lampadina e di scintille varie (oddio, la mia MG è di legno: non prenderà fuoco? ) Viene suggerito un metodo più sicuro con una cartina di sigaretta : e io che non fumo? poi ci mostra un vecchio carburatore anteguerra su cui non si poteva applicare un filtro (ora sono vietati dal Ministero della salute per evitare il cancro ai pistoni ) .Prendo nota diligentemente: chissà ..... Notevoli le domande dalla platea: "Il mio trattore Landini fa solo 400 giri: è da buttare? " " L'olio da mettere è quello di semi o è preferibile l'extravergine? " Le mie candele non durano molto: avrei vantaggi coi ceri? Ho un amico parroco."( anch'io sono rimasto a piedi con le candele: sospetto che la ventola aggiunta me le abbia spente ) Urs con molta pazienza e professionalità toglie ogni dubbio, ricevendo gli applausi di tutti; inoltre mi illustra un metodo per risolvere i miei atavici problemi ai freni:
" Hai mai provato con l'ancora?" Dopo una cena pantagruelica ci saluta con una fantastica caricatura; diavolo di un Urs: ci sorprendi sempre con qualche dote nascosta!
Ad majora!
Vincenzo